Loris Fortuna

Loris Fortuna fu partigiano antifascista da giovane comunista. Nel 1956, dopo i fatti d'Ungheria entrò nel Partito Socialista Italiano, con cui fu eletto deputato per la prima volta nel 1963.

 

Nel 1965 fu primo firmatario di una proposta di legge intenta a legalizzare il divorzio. Su suggerimento di Pietro Nenni decise di non sottoporre la sua proposta all'esame in parlamento.

Nel 1970 fu rieletto alla Camera dei Deputati e avanzò la proposta di legge sul divorzio insieme al deputato liberale Antonio Baslini. La Democrazia Cristiana si oppose, ma ci fu l'appoggio del Partito Radicale, del Partito Liberale Italiano e del Partito Comunista Italiano e degli altri partiti della sinistra. Il 1º dicembre del 1970 la legge "Fortuna-Baslini" fu approvata (con 325 sì e 283 no) alla Camera e al Senato della Repubblica (con 164 sì e 150 no).

 

Sempre nel corso della quinta legislatura si occupò della revisione del diritto di famiglia e chiese l'abolizione degli annullamenti automatici dei matrimoni ad opera del Tribunale della Sacra Rota. La DC, poi, cercando di abolire la legge Fortuna-Baslini, promosse un'iniziativa referendaria volta ad abrogarla: il referendum si tenne l'11 ed il 12 maggio del 1974 e vide prevalere i no col 59,3% dei voti, salvando così la legge Fortuna-Baslini. L'affluenza alle urne fu pari all'87,7%.

 

Durante la campagna elettorale Fortuna si unì ai radicali di Marco Pannella, facendo così la scelta della "doppia tessera": PSI e PR. Fortuna fu poi autore della prima proposta di depenalizzazione dell'aborto. La DC propose nuovamente un referendum, che si tenne il 17 maggio 1981. Anche questa volta la parte laica ottenne l'appoggio del 67,9% della popolazione. Fortuna aveva anche suggerito una serie di modifiche alla legge sul divorzio, tra le queli una separazione necessaria ridotta a due anni.

 

Nel 1984, sempre in pieno accordo con i compagni del PR, chiese alcune modifiche e integrazioni alla legge sulla cooperazione dell'Italia con i paesi in via di sviluppo e sugli interventi contro la fame nel mondo. Sempre nel 1984 Loris Fortuna si batté per norme sulla tutela della dignità del malato e la disciplina dell'eutanasia passiva. Poco prima di morire il politico friulano chiese a Bettino Craxi, che lo aveva appena nominato Ministro delle politiche comunitarie, di raggiungere un'intesa elettorale coi radicali.